Cinema & Social Dreaming: l’esperienza di Kiev

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Ecco un mio recente articolo per Il vaso di Pandora:

 

L’immagine non può essere interpretata. Essa possiede una quantità illimitata di legami con il mondo, con l’assoluto, con l’infinito. A. Tarkovskij

Film come sogni, film come musica. Nessun’arte passa la nostra coscienza come il cinema, che va diretto alle nostre sensazioni, fino nel profondo, nelle stanze scure della nostra anima. I. Bergman

Dentro di noi è sempre in funzione una sorta di cinema mentale, prima ancora che il cinema fosse stato inventato. Questo cinema interno non cessa mai di introiettare immagini alla nostra vita interiore e le sue soluzioni visive sono determinanti e talora arrivano inaspettatamente a decidere di situazioni che le risorse del linguaggio non riuscirebbero a risolvere.  I. Calvino

Il ricorso alle Arti a scopo formativo e terapeutico è di grande attualità e trova nella Cinematerapia uno dei più interessanti sviluppi.

Nati entrambi negli ultimi anni del 1800, Cinema e Psicoanalisi non da subito hanno riconosciuto il loro legame fraterno. Sembra infatti che Freud considerasse il cinema <<un passatempo senza storia>> ed è certo che rifiutò di collaborare al film di Pabst I misteri dell’anima (1925), primo omaggio alla psicoanalisi.

Ormai maturi da tempo, i due “fratelli” sono ben consapevoli di abitare gli stessi territori di confine tra sogno e realtà, ragione e sentimento, emozione e controllo, lavoro e immagine. Le analogie tra film e sogni sono evidenti: secondo Fellini, per esempio, <<il film è il sogno di una mente in stato di veglia [2]>>. Altri registi affermano di essersi ispirati ai loro viaggi onirici quando hanno pensato a un film. Per lo psicoanalista Musatti [3] i sogni sono come i film, entrambi pensano soprattutto per immagini, si dimenticano e si modificano nella memoria perché tempo e spazio non corrispondono alla vita reale.

Il resto dell’articolo si trova QUI.